Editoriale 29 GPFF

Luisa Vuillermoz

Direttrice Artistica Gran Paradiso Film Festival

Il Gran Paradiso Film Festival giunge alla sua 29ª edizione continuando a interrogare il nostro tempo attraverso lo sguardo della natura. Ogni anno il Festival attraversa paesaggi, storie e linguaggi differenti, ma conserva una stessa vocazione: creare occasioni di conoscenza, confronto e consapevolezza, dove il cinema dialoga con la scienza, la cultura, la geopolitica, la spiritualità e l’esperienza del vivere contemporaneo.
“Dominio e coesistenza” è il tema che accompagna questa edizione. Un tema antico quanto la vita stessa, e oggi più che mai attuale. In natura, come nelle società umane, la sopravvivenza non dipende soltanto dalla forza, ma dalla capacità di trovare equilibri. Predatori e prede, branchi e territori, nazioni e comunità, ecosistemi e civiltà condividono la medesima tensione tra conflitto e cooperazione, competizione e alleanza, controllo e libertà.
Il Festival proverà a leggere queste dinamiche intrecciando biologia e geopolitica, etologia e diritto, ambiente, economia, scienza e società. Dalle trasformazioni climatiche alle migrazioni, dalle nuove geografie del potere globale agli ecosistemi naturali in mutamento, il mondo appare sempre più come un organismo complesso e interdipendente, in cui ogni forma di dominio rivela anche la propria vulnerabilità.
Attraverso i film in concorso, le mostre e gli incontri, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che attraversa i confini della Terra e quelli dell’Uomo. Le immagini della natura selvaggia continueranno a stupire e a emozionare, ma anche a suggerire domande profonde sul nostro modello di convivenza. Perché osservare il comportamento delle specie animali significa spesso osservare, indirettamente, anche noi stessi.
Accanto ai film, il De Rerum Natura amplia la riflessione e mette in dialogo discipline e sensibilità diverse. Le sfide economiche e sociali del futuro saranno affrontate con Carlo Cottarelli; Marta Cartabia e Giuliano Amato rifletteranno sui principi democratici e sulla responsabilità delle istituzioni; Fabiola Gianotti racconterà come il bosone di Higgs sia anche il risultato di una straordinaria cooperazione scientifica internazionale; Luigi Boitani ci guiderà nelle dinamiche di dominio e convivenza del mondo animale; Elena Loewenthal porterà invece uno sguardo più intimo e letterario sulla voragine del novecento.
Anche la selezione cinematografica riflette questa complessità: sorprendente, intensa, talvolta spiazzante, tanto nei lungometraggi quanto nei cortometraggi. Il Gran Paradiso Film Festival inaugura quest’anno il Concorso Internazionale con Le Chant des forêts, il nuovo film di Vincent Munier, vincitore del César 2026 come miglior documentario, e si chiude con la presenza della regista premio Oscar Pippa Ehrlich. Una programmazione che conferma la capacità del Festival di intercettare e valorizzare opere destinate a lasciare un segno nel panorama internazionale del cinema contemporaneo, ben oltre i confini del documentario naturalistico.
Cinema e parole, ma anche arte. Le due sezioni del GPFF in mostra rendono omaggio a due artisti cogneins profondamente legati al territorio. Barbara Tutino dedica la propria ricerca alla figura e al messaggio di San Francesco, Donato Savin, con la mostra diffusa “La vita attorno a me”, trasforma Cogne in un percorso artistico a cielo aperto, accompagnando il pubblico dentro l’identità più autentica della valle.
Un momento speciale sarà dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte. In un tempo segnato da guerre, crisi ambientali e nuove disuguaglianze, il suo messaggio appare sorprendentemente attuale. Francesco rappresenta l’antitesi del dominio: non il possesso della Terra, ma la sua custodia; non la sopraffazione, ma la fraternità tra tutte le creature viventi. Nel Cantico delle Creature, il sole, l’acqua, il vento e gli animali cessano di essere risorse da sfruttare e diventano parte di una comunità vivente alla quale l’uomo appartiene.
Di fronte alle sfide del nostro tempo, la natura continua a ricordarci che nessuna specie sopravvive davvero da sola. La coesistenza non è una costrizione: è la condizione stessa della vita. Ed è forse questa la lezione più profonda che ci consegna ancora oggi Francesco: custodire il mondo, anziché dominarlo.